Skip to footer
Melrose Apartment Building, Galveston
Photo: Illustrative image — Photo: Jim Evans, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

business

Casa, salta l’aumento dell’ecobonus al 65% in Manovra: cosa cambia

Nella Manovra salta l'aumento dell'Ecobonus al 65%: per il 2026 restano le aliquote ordinarie al 50% e al 36%.

Updated 4 min read

Key points

  • Per le spese 2026 l'Ecobonus resta al 50% per la prima casa e al 36% per le altre case.
  • Per le spese 2027 le aliquote scendono al 36% per la prima casa e al 30% per le seconde case.
  • Il Fondo mutui prima casa incassa altri 200 milioni di euro e arriva fino al 2029.

Why it matters. Per chi ristruttura casa l'agevolazione al 65% resta in sospeso: potrebbe tornare solo se la trattativa con l'Ue sulla clausola di flessibilità andrà in porto.

Nel testo della Manovra trasmesso alla Camera è saltata l'agevolazione al 65% per l'efficientamento energetico degli edifici, perché le coperture non sono risultate sufficienti. È però in corso una trattativa con l'Ue per farla rientrare nella clausola di flessibilità, detta Nec. Per le spese 2026 restano il 50% per la prima casa e il 36% per le altre, mentre nel 2027 le aliquote scendono al 36% e al 30%, entro 96.000 euro per unità immobiliare.

Latest updates

Casa, salta l’aumento dell’ecobonus al 65% in Manovra: cosa cambia

Introduzione Essendo saltata l'ipotesi dell’aumento dell’Ecobonus al 65%, l’agevolazione per l’efficientamento energetico degli edifici, per le spese sostenute nel 2026 , va a quota 50% per la prima casa e al 36% per tutte le case successive alla prima . E per le spese sostenute nel 2027 le aliquote calano ancora : rispettivamente al 36% e al 30%. Quello che devi sapere Il nodo dell'Ecobonus al 65% Il riferimento all’ Ecobonus al 65% è saltato dal testo della Manovra trasmesso alla Camera. Il motivo è quello delle coperture: non sono risultate sufficienti. Però potrebbe esserci ancora una speranza, perché è in corso una trattativa con l’Ue per gli interventi che rientreranno nella clausola di flessibilità. Il ritorno dell’Ecobonus al 65% del resto è legato all’applicazione della Nec, la clausola di flessibilità di bilancio che consentirà di finanziare in extradeficit una serie di misure dedicate all’energia. Tra queste c'è proprio l’agevolazione fiscale al 65% per i lavori che migliorano l’efficienza energetica degli immobili , come l’installazione di pompe di calore e di apparecchi ibridi, la sostituzione degli infissi, la realizzazione di cappotti termici per isolare gli edifici, l’installazione di schermature solari . Per approfondire: Manovra 2027, ecco quanto risparmieranno le famiglie con il taglio dell'Irpef Rimangono le aliquote ordinarie: 50% per prima casa e 36% per a.

Manovra 2027: salta l'ecobonus al 65%, confermate le proroghe dei bonus casa

Nel disegno di legge di Bilancio trasmesso venerdì alla Camera non compare l'aumento dell'ecobonus al 65%. Il provvedimento prevede soltanto la proroga dell'assetto vigente nel 2026 anche per il 2027, come per gli altri bonus ristrutturazioni. L'ipotesi di innalzare l'agevolazione per l'efficientamento energetico era sul tavolo del Governo da diverse settimane, ed era legata all'applicazione di specifiche condizioni. Il testo dovrà ora completare l'iter parlamentare, dove potrebbero essere presentati emendamenti. Il quadro definitivo degli sconti per il 2027 dipenderà dall'esito di tale percorso.

Manovra 2027 da 26 miliardi: bonus mamme, Tobin tax e stangata pensioni

La nuova manovra economica per il triennio 2027-2029 prevede un totale di 157 articoli e una spesa stimata in circa 26 miliardi di euro. Il testo include misure specifiche come un fondo da 850 milioni per favorire l'uscita dal lavoro e bonus per quasi un milione di lavoratrici madri. Nel settore finanziario, oltre 5 miliardi sono destinati al 2027, con un raddoppio previsto per la Tobin tax. Circa 9 miliardi serviranno a confermare misure in scadenza a fine 2026, spostando il peso fiscale su nuove aree.

Manovra 2027, per le risorse Tajani chiama Cdp. Messina (Intesa): dalle banche già 25 miliardi

Non siano soltanto le banche a contribuire alla prossima Manovra. Dal palco del Forum della Coldiretti è il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina a ribadire la posizione del mondo Non siano soltanto le banche a contribuire alla prossima Manovra. Dal palco del Forum della Coldiretti è il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina a ribadire la posizione del mondo del credito sulla prospettiva di un nuovo prelievo da 5 miliardi, la cui forma non è stata ancora chiarita, per finanziare gli interventi della legge di Bilancio allo studio del governo. Il comparto è «sempre disponibile» a dare una mano a patto di non essere l'unico chiamato in causa, ha ricordato. Anche perché tra banche e governo è in vigore un accordo triennale raggiunto lo scorso inverno per complessivi 10,7 miliardi generati con lo slittamento della deducibilità delle Dta (Deferred Tax Assets o attività per imposte anticipate). A quell'accordo «io ci ho creduto», ha commentato l'amministratore delegato di Ca' de Sass, che ha speso elogi sulla gestione dei conti pubblici tenuta dal governo. Nelle ultime settimane il settore è stato tuttavia ripetutamente tirato in ballo alla ricerca di coperture. Il Documento programmatico di bilancio (Dpb) licenziato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana, traccia lo schema di una Manovra da 23,5 miliardi, di cui 14,4 circa di flessibilità europea per difesa ed energia e altri .

Manovra 2027, per le risorse Tajani chiama Cdp. Messina (Intesa): dalle banche già 25 miliardi

La prossima manovra di bilancio vale 23,5 miliardi e cerca circa 5 miliardi da un prelievo sul settore finanziario, ma la forma esatta non è ancora stata definita. L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, apre a un contributo purché non siano solo le banche a pagare: il credito versa già 25 miliardi di tasse su 50 miliardi di utili. Banche e assicurazioni detengono inoltre circa 600 miliardi di titoli di Stato italiani, un’esposizione salita dopo l’accordo fiscale dello scorso inverno da 10,7 miliardi. Il vicepremier Antonio Tajani propone di allargare il perimetro anche a Cassa Depositi e Prestiti e ad altre realtà. Per famiglie e risparmiatori il nodo è concreto: un nuovo aggravio sugli istituti può ridurre la redditività dei conti e dei prodotti assicurativi, mentre il governo cerca coperture senza colpire pensioni e assegno unico. Il testo della legge di Bilancio non è ancora arrivato alla Camera e Bruxelles deve esprimersi sui margini concessi per difesa ed energia.

Sources