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Photo: Illustrative image — Photo: Norbert Nagel, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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Manovra 2027 da 26 miliardi: bonus mamme, Tobin tax e stangata pensioni

La Ragioneria generale dello Stato ha approvato il disegno di legge per la manovra 2027 da 26 miliardi che include nuove tasse e tagli alle

Updated 3 min read

Key points

  • La Ragioneria generale dello Stato ha bollinato il disegno di legge per la manovra 2027 da circa 26 miliardi.
  • L'aliquota Irpef al 33% si estende ai redditi fino a 55mila euro, toccando 3,2 milioni di contribuenti.
  • La Tobin tax raddoppia dallo 0,4 allo 0,8% per un costo di 1,38 miliardi l'anno.

Why it matters. La manovra impatterà direttamente i redditi con l'estensione dell'Irpef e le pensioni, mentre le imprese bancarie e energetiche subiranno aumenti di tasse significativi nel 2027.

La Ragioneria generale dello Stato ha bollinato il disegno di legge per la manovra 2027 da circa 26 miliardi, che inizia il suo iter in Parlamento alla Camera. Tra le misure, l'aliquota Irpef al 33% si estende ai redditi fino a 55mila euro, toccando 3,2 milioni di contribuenti e costando 1,43 miliardi. Il fondo sanitario crescerà di 2,37 miliardi nel 2027, mentre la Tobin tax raddoppia dallo 0,4 allo 0,8% per 1,38 miliardi l'anno.

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La nuova manovra economica per il triennio 2027-2029 prevede un totale di 157 articoli e una spesa stimata in circa 26 miliardi di euro. Il testo include misure specifiche come un fondo da 850 milioni per favorire l'uscita dal lavoro e bonus per quasi un milione di lavoratrici madri. Nel settore finanziario, oltre 5 miliardi sono destinati al 2027, con un raddoppio previsto per la Tobin tax. Circa 9 miliardi serviranno a confermare misure in scadenza a fine 2026, spostando il peso fiscale su nuove aree.

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Non siano soltanto le banche a contribuire alla prossima Manovra. Dal palco del Forum della Coldiretti è il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina a ribadire la posizione del mondo Non siano soltanto le banche a contribuire alla prossima Manovra. Dal palco del Forum della Coldiretti è il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina a ribadire la posizione del mondo del credito sulla prospettiva di un nuovo prelievo da 5 miliardi, la cui forma non è stata ancora chiarita, per finanziare gli interventi della legge di Bilancio allo studio del governo. Il comparto è «sempre disponibile» a dare una mano a patto di non essere l'unico chiamato in causa, ha ricordato. Anche perché tra banche e governo è in vigore un accordo triennale raggiunto lo scorso inverno per complessivi 10,7 miliardi generati con lo slittamento della deducibilità delle Dta (Deferred Tax Assets o attività per imposte anticipate). A quell'accordo «io ci ho creduto», ha commentato l'amministratore delegato di Ca' de Sass, che ha speso elogi sulla gestione dei conti pubblici tenuta dal governo. Nelle ultime settimane il settore è stato tuttavia ripetutamente tirato in ballo alla ricerca di coperture. Il Documento programmatico di bilancio (Dpb) licenziato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana, traccia lo schema di una Manovra da 23,5 miliardi, di cui 14,4 circa di flessibilità europea per difesa ed energia e altri .

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La prossima manovra di bilancio vale 23,5 miliardi e cerca circa 5 miliardi da un prelievo sul settore finanziario, ma la forma esatta non è ancora stata definita. L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, apre a un contributo purché non siano solo le banche a pagare: il credito versa già 25 miliardi di tasse su 50 miliardi di utili. Banche e assicurazioni detengono inoltre circa 600 miliardi di titoli di Stato italiani, un’esposizione salita dopo l’accordo fiscale dello scorso inverno da 10,7 miliardi. Il vicepremier Antonio Tajani propone di allargare il perimetro anche a Cassa Depositi e Prestiti e ad altre realtà. Per famiglie e risparmiatori il nodo è concreto: un nuovo aggravio sugli istituti può ridurre la redditività dei conti e dei prodotti assicurativi, mentre il governo cerca coperture senza colpire pensioni e assegno unico. Il testo della legge di Bilancio non è ancora arrivato alla Camera e Bruxelles deve esprimersi sui margini concessi per difesa ed energia.

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