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Manovra 2027: salta l'ecobonus al 65%, confermate le proroghe dei bonus casa
Il Governo esclude l'ecobonus al 65% dalla manovra 2027 e conferma le proroghe dei bonus casa.
Key points
- L'aumento dell'ecobonus dal 50 al 65% non compare nel disegno di legge di Bilancio trasmesso alla Camera.
- Il ritorno del 65% era legato all'applicazione della Nec, la clausola di flessibilità di bilancio europea.
- La proroga prevede aliquote del 50% per le abitazioni principali e del 36% per le seconde case.
Why it matters. Per chi vuole ristrutturare, nel 2027 resterebbero gli sconti attuali senza il potenziamento al 65%, che potrebbe tornare solo con la clausola di flessibilità europea.
Il Governo non ha inserito nel disegno di legge di Bilancio 2027, trasmesso venerdì alla Camera, l'aumento dell'ecobonus dal 50 al 65%. Il testo prevede solo la proroga secca dell'assetto in vigore quest'anno, con aliquote del 50% per le abitazioni principali e del 36% per le seconde case. La scelta dipende da un tema di coperture: per ora il ritorno al 65% è sospeso, con un possibile spiraglio nella trattativa sulla clausola di flessibilità europea, la Nec.
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Manovra 2027: salta l'ecobonus al 65%, confermate le proroghe dei bonus casa
Nel disegno di legge di Bilancio trasmesso venerdì alla Camera non compare l'aumento dell'ecobonus al 65%. Il provvedimento prevede soltanto la proroga dell'assetto vigente nel 2026 anche per il 2027, come per gli altri bonus ristrutturazioni. L'ipotesi di innalzare l'agevolazione per l'efficientamento energetico era sul tavolo del Governo da diverse settimane, ed era legata all'applicazione di specifiche condizioni. Il testo dovrà ora completare l'iter parlamentare, dove potrebbero essere presentati emendamenti. Il quadro definitivo degli sconti per il 2027 dipenderà dall'esito di tale percorso.
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La nuova manovra economica per il triennio 2027-2029 prevede un totale di 157 articoli e una spesa stimata in circa 26 miliardi di euro. Il testo include misure specifiche come un fondo da 850 milioni per favorire l'uscita dal lavoro e bonus per quasi un milione di lavoratrici madri. Nel settore finanziario, oltre 5 miliardi sono destinati al 2027, con un raddoppio previsto per la Tobin tax. Circa 9 miliardi serviranno a confermare misure in scadenza a fine 2026, spostando il peso fiscale su nuove aree.
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Non siano soltanto le banche a contribuire alla prossima Manovra. Dal palco del Forum della Coldiretti è il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina a ribadire la posizione del mondo Non siano soltanto le banche a contribuire alla prossima Manovra. Dal palco del Forum della Coldiretti è il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina a ribadire la posizione del mondo del credito sulla prospettiva di un nuovo prelievo da 5 miliardi, la cui forma non è stata ancora chiarita, per finanziare gli interventi della legge di Bilancio allo studio del governo. Il comparto è «sempre disponibile» a dare una mano a patto di non essere l'unico chiamato in causa, ha ricordato. Anche perché tra banche e governo è in vigore un accordo triennale raggiunto lo scorso inverno per complessivi 10,7 miliardi generati con lo slittamento della deducibilità delle Dta (Deferred Tax Assets o attività per imposte anticipate). A quell'accordo «io ci ho creduto», ha commentato l'amministratore delegato di Ca' de Sass, che ha speso elogi sulla gestione dei conti pubblici tenuta dal governo. Nelle ultime settimane il settore è stato tuttavia ripetutamente tirato in ballo alla ricerca di coperture. Il Documento programmatico di bilancio (Dpb) licenziato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana, traccia lo schema di una Manovra da 23,5 miliardi, di cui 14,4 circa di flessibilità europea per difesa ed energia e altri .
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La prossima manovra di bilancio vale 23,5 miliardi e cerca circa 5 miliardi da un prelievo sul settore finanziario, ma la forma esatta non è ancora stata definita. L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, apre a un contributo purché non siano solo le banche a pagare: il credito versa già 25 miliardi di tasse su 50 miliardi di utili. Banche e assicurazioni detengono inoltre circa 600 miliardi di titoli di Stato italiani, un’esposizione salita dopo l’accordo fiscale dello scorso inverno da 10,7 miliardi. Il vicepremier Antonio Tajani propone di allargare il perimetro anche a Cassa Depositi e Prestiti e ad altre realtà. Per famiglie e risparmiatori il nodo è concreto: un nuovo aggravio sugli istituti può ridurre la redditività dei conti e dei prodotti assicurativi, mentre il governo cerca coperture senza colpire pensioni e assegno unico. Il testo della legge di Bilancio non è ancora arrivato alla Camera e Bruxelles deve esprimersi sui margini concessi per difesa ed energia.