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Cgil, 'manovra peggio delle peggiori aspettative, accelera declino e impoverimento'
La Cgil attacca la manovra: peggiore delle attese, accelera declino e impoverimento
Key points
- Tagli tra il 15 e il 68% alla rivalutazione degli assegni previdenziali, secondo la Cgil.
- Appena 2,4 miliardi per la sanità, con il fabbisogno dal 6,14% al 5,83% del Pil nel 2029.
- Spese militari in aumento di 14,4 miliardi nel prossimo biennio, secondo il sindacato.
Why it matters. Secondo la Cgil la manovra indebita il Paese per aumentare le spese militari, e il sindacato annuncia lo sciopero generale del 20 novembre.
La Cgil giudica la manovra di bilancio, di cui è stato pubblicato il testo ufficiale, peggiore delle attese. Il sindacato denuncia tagli tra il 15 e il 68% alla rivalutazione degli assegni previdenziali e l'età pensionabile che salirà a 67 anni e 6 mesi nel 2029. Per la sanità sono previsti appena 2,4 miliardi, mentre il fabbisogno scenderà dal 6,14% del Pil al 5,83% nel 2029. La Cgil contesta inoltre 14,4 miliardi in più per le spese militari e annuncia lo sciopero generale del 20 novembre.
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Cgil, 'manovra peggio delle peggiori aspettative, accelera declino e impoverimento'
"Di fronte a dati drammatici, sembra dal governo di un altro pianeta" "Di fronte a dati di realtà così drammatici, la manovra di bilancio, di cui è stato finalmente pubblicato il testo ufficiale, sembra scritta dal governo di un altro Paese, per non dire di un altro pianeta", commenta la Cgil, ricordando dati come il livello di inflazione, la pressione fiscale, la perdita di potere di acquisto dei salari, pil e produzione industriale in frenata, l'emergenza costi dell'energia. E sottolinea: "Qui siamo al di là delle peggiori aspettative: si accelerano declino del Paese e impoverimento della stragrande maggioranza dei cittadini, anziché porvi rimedio". E' "un futuro a cui non abbiamo alcuna intenzione di rassegnarci", indica ancora il sindacato ricordando lo sciopero generale indetto per il 20 novembre. La Cgil commenta la manovra richiamando "l’inflazione al 5,4% a ottobre, con quella acquisita per l’anno in corso che sale al 3,4%; un drenaggio fiscale che, dopo gli oltre 30 miliardi del quadriennio 2022 – 2025, salirà di almeno 4,5 miliardi nel 2026; salari reali in caduta libera; crescita zero nel terzo trimestre con l’ennesima frenata della produzione industriale; il prezzo del gas che sfonda quota 100 euro e che avrà ricadute pesantissime sulle bollette di famiglie e imprese; lavoratori, pensionati, giovani, donne che vedono come un miraggio la possibilità di arrivare a fin.