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Welfare aziendale, la flessibilità è la misura più contrattata: 41,1% degli accordi

La flessibilità e l'equilibrio vita-lavoro sono le misure di welfare più contrattate in azienda secondo il rapporto Adapt-Intesa Sanpaolo.

Updated 2 min read

Key points

  • Oltre il 40% degli accordi aziendali riguarda la conciliazione tra vita e lavoro, mentre l'assistenza ai familiari è solo al 5,9%.
  • Solo il 10% delle intese analizzate raggiunge un livello di welfare integrato che copre tutte le aree occupazionali, aziendali e personali.
  • In quasi sette casi su dieci le misure di welfare non sono inserite in un sistema strutturato, ma avvengono in maniera spot.

Why it matters. L'evoluzione del welfare aziendale è considerata una delle vie per restituire potere d'acquisto e strumenti di protezione sociale ai lavoratori.

Secondo il rapporto Adapt e Intesa Sanpaolo gli accordi aziendali sono ancora poco strutturati: le scelte più diffuse riguardano l’equilibrio vita e lavoro (41,1% ), mentre l’assistenza ai familiari si ferma al 5,9% Se l’evoluzione del welfare aziendale è una delle vie maestre per restituire ai lavoratori potere di acquisto - gli ultimi dati Istat parlano di una perdita dello 0,9% nel secondo trimestre sul precedente - e strumenti di protezione sociale, va però detto che le misure non sono ancora inserite in un

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Welfare aziendale, la flessibilità è la misura più contrattata: 41,1% degli accordi

Il rapporto Adapt e Intesa Sanpaolo fotografa un welfare aziendale ancora poco strutturato, con la flessibilità come misura più contrattata: il 41,1% degli accordi riguarda l'equilibrio tra vita e lavoro. L'assistenza ai familiari, invece, si ferma al 5,9% delle intese, evidenziando un divario significativo nelle priorità negoziali. I dati Istat segnalano una perdita di potere d'acquisto dello 0,9% nel secondo trimestre, rendendo il welfare uno strumento chiave per la protezione sociale. Il rapporto sottolinea la necessità di un'evoluzione più strutturata degli accordi aziendali per rispondere ai bisogni emergenti dei lavoratori.

Welfare, la flessibilità è la misura più contrattata in azienda

Secondo il rapporto Adapt e Intesa Sanpaolo gli accordi aziendali sono ancora poco strutturati: le scelte più diffuse riguardano l’equilibrio vita e lavoro (41,1% ), mentre l’assistenza ai familiari si ferma al 5,9% Se l’evoluzione del welfare aziendale è una delle vie maestre per restituire ai lavoratori potere di acquisto - gli ultimi dati Istat parlano di una perdita dello 0,9% nel secondo trimestre sul precedente - e strumenti di protezione sociale, va però detto che le misure non sono ancora inserite in un sistema strutturato in quasi sette casi su dieci. Gli interventi avvengono in maniera spot, solo su determinati ambiti, senza un disegno complessivo. L’aspetto positivo è che quasi sei accordi aziendali su dieci parlano di welfare, quello che lo è meno è che solo il 10% delle intese raggiunge un livello di welfare integrato in tutte le aree, occupazionale come credito welfare e buoni acquisto o attività ricreative, aziendale come mensa, trasporto, flessibilità, formazione, e personale come salute, previdenza, cura, educazione, istruzione. Tra le misure predominano quelle legate alla conciliazione vita lavoro, presenti in oltre il 40% degli accordi, mentre sono ancora scarse quelle per la cura e l’assistenza dei familiari, come i genitori anziani, presenti in poco più del 5% delle intese. L’invecchiamento demografico e i profondi cambiamenti sociali impongono però uno sfo.

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