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Leonardo Maria Del Vecchio propone 30 miliardi per Delfin, ma quattro soci dicono no
Del Vecchio propone 30 miliardi per acquistare Delfin, ma quattro soci su sei rifiutano di trattare.
Key points
- Del Vecchio ha detto di avere la disponibilità di un primario istituto di credito internazionale per finanziare l'operazione.
- Il fratellastro Rocco Basilico ha rifiutato di cedere il suo 12,5% di Delfin.
- I soci de Il Fatto quotidiano hanno rifiutato di vendere il loro giornale.
Why it matters. Il rifiuto di quattro soci su sei lascia incerto l'esito della proposta di acquisto del 62,5% della holding Delfin.
Leonardo Maria Del Vecchio (Lmdv), 31 anni, ha inviato oggi ai soci di Delfin un'offerta da 30 miliardi per acquistarne le quote. Dice di avere la disponibilità di un primario istituto di credito internazionale a finanziare l'operazione, totale e immediata o diluita nel tempo. Quattro soci su 6 hanno però detto no alla richiesta di trattare la vendita del 62,5% della holding, gli stessi che avevano respinto l'offerta del ceco Strnad.
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Leonardo Maria Del Vecchio propone 30 miliardi per Delfin, ma quattro soci dicono no
Leonardo Maria Del Vecchio ha inviato ai soci di Delfin un'offerta per acquistarne le quote, valutate complessivamente 30 miliardi di euro. Il progetto è sostenuto dalla banca Citi, secondo quanto riferito dal diretto interessato. La richiesta di sedersi al tavolo per trattare la vendita è stata respinta da quattro soci su sei. In precedenza anche il fratellastro Rocco Basilico aveva rifiutato di cedere il suo 12,5% della holding. Le trattative sul futuro assetto della società restano quindi bloccate.
Leonardo Maria Del Vecchio propone ai soci di Delfin l'acquisto delle loro quote
Leonardo Maria Del Vecchio ha inviato una lettera al consiglio di amministrazione di Delfin e ai soci, proponendo di acquistarne le quote. L'offerta è interamente finanziata dalla banca d'affari americana Citi e prevede una liquidità immediata. Secondo quanto riferito dalla stampa, l'operazione non richiede lettere di patronage né garanzie da parte del consiglio. Per dare il via libera servono i voti di cinque soci. Del Vecchio ha descritto la proposta come la più seria mai avanzata da lui, e l'incontro con i soci è fissato entro il 7 novembre.