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Ex Ilva, a Taranto si spegne l'ultimo altoforno e Jindal rivede l'offerta
A Taranto si spegne l'ultimo altoforno dell'ex Ilva, mentre Jindal rivede la sua offerta d'acquisto.
Key points
- La cordata italiana non parteciperà alla gara per l'ex Ilva, che si chiude domenica notte.
- Gli investimenti necessari comprendono 600 milioni per le manutenzioni e 2 miliardi per un forno elettrico.
- I sindacati parlano di nazionalizzazione e incontreranno il ministero del Lavoro venerdì.
Why it matters. La chiusura dell'area a caldo e la revisione dell'offerta indiana potrebbero incidere sul futuro industriale e occupazionale del gruppo siderurgico.
A Taranto è iniziato lo spegnimento dell'ultimo altoforno in funzione dell'ex Ilva, mentre Jindal sta ridefinendo la sua proposta d'acquisto del gruppo, secondo quanto riporta la fonte. Il governo teme che l'offerta indiana possa essere rivista al ribasso, soprattutto sul fronte occupazionale, con 8.622 dipendenti a rischio cigs. La cordata italiana, che comprende Arvedi, Banzato, Beltrame, Feralpi e Marcegaglia, non parteciperà alla gara, che si chiude domenica notte.
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Ex Ilva, a Taranto si spegne l'ultimo altoforno e Jindal rivede l'offerta
A Taranto è iniziato lo spegnimento dell'ultimo altoforno ancora in funzione dell'ex Ilva. La decisione segue la sentenza della Corte d'Appello di Milano, che impone la chiusura dell'area a caldo. Di conseguenza l'Italia esce definitivamente dalla produzione di acciaio primario. Nel frattempo il gruppo indiano Jindal sta ridefinendo la propria offerta per lo stabilimento. Torna inoltre in discussione la candidatura di Flacks. La direzione dello stabilimento ha informato i sindacati sulle prossime fasi, e restano da chiarire tempi e ricadute occupazionali.
Ex Ilva, la Cassazione decide oggi sul destino dell'area a caldo di Taranto
Le Sezioni Unite Civili della Cassazione tengono oggi l'udienza decisiva sull'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto, il cuore dell'acciaieria. I giudici dovranno stabilire se confermare o annullare il decreto della Corte d'Appello di Milano che ne ordina la fermata definitiva. La decisione è attesa dopo le 10 e avrà un impatto diretto sul futuro produttivo e occupazionale del più grande stabilimento siderurgico d'Europa. Il verdetto chiude una lunga battaglia legale tra azienda, sindacati e istituzioni sulla sicurezza e la continuità produttiva.