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Ex Ilva: la cordata italiana dell'acciaio si sfila, resta Jindal
La cordata italiana dell'acciaio si sfila dall'ex Ilva, mentre resta in gara Jindal.
Key points
- Le 15 aziende siderurgiche avevano presentato una manifestazione d'interesse ad agosto scorso.
- Ufficialmente le aziende stanno ancora discutendo, a pochi giorni dalla scadenza per le offerte vincolanti.
- La cordata è guidata dal presidente di Federacciai, Antonio Gozzi.
Why it matters. Il ritiro della cordata italiana potrebbe cambiare il quadro della gara per l'ex Ilva, lasciando Jindal in campo.
La cordata italiana dell'acciaio è pronta a sfilarsi dall'ex Ilva, ma ufficialmente le 15 aziende siderurgiche guidate da Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, stanno ancora discutendo. Le aziende avevano presentato una manifestazione d'interesse ad agosto scorso, e la scadenza per le offerte vincolanti è ormai a pochi giorni. Acciaierie d'Italia è costituita da Am InvestCo Italy ed Invitalia, con lo stabilimento principale a Taranto.
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Ex Ilva: la cordata italiana dell'acciaio si sfila, resta Jindal
Le 15 aziende del settore siderurgico che ad agosto avevano presentato una manifestazione d'interesse per l'ex Ilva di Taranto stanno riducendo il loro impegno. La cordata, guidata dal presidente di Federacciai Antonio Gozzi, è ufficialmente ancora in discussione, ma secondo Repubblica si sta preparando a sfilarsi. Il motivo principale indicato è l'entità degli investimenti richiesti, definiti fuori scala. Restando in campo il gruppo indiano Jindal, la prospettiva certa per gli addetti resta il ricorso alla cassa integrazione. La scadenza per la presentazione delle offerte è ormai vicina.
Ex Ilva, il pg della Cassazione: no allo stop senza bilanciare salute e produzione
Il procuratore generale della Cassazione ha espresso parere contrario allo stop dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto disposto dalla Corte d'Appello di Milano. Secondo il pg, nel decreto manca il bilanciamento tra la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini e le esigenze di continuità produttiva dell'impianto. Pur riconoscendo che la pericolosità dell'amianto è indiscussa, il magistrato ha osservato che la Corte desume il pericolo senza accertarlo compiutamente. La posizione è stata espressa nell'ambito del procedimento che vede contrapposti i giudici milanesi e la proprietà dell'impianto siderurgico pugliese. La vicenda dell'ex Ilva resta al centro di un complesso contenzioso giudiziario che coinvolge questioni di salute pubblica, occupazione e strategia industriale nazionale.