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Roma, arriva Julia 3.0: l’intelligenza artificiale che permette di accedere ai servizi comunali direttamente dallo smartphone

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Roma Capitale lancia Julia 3.0, l’assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale presentato dal sindaco Roberto Gualtieri alla Maker Faire Rome.

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Roma, arriva Julia 3.0: l’intelligenza artificiale che permette di accedere ai servizi comunali direttamente dallo smartphone

Roma Capitale lancia Julia 3.0, l’assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale presentato dal sindaco Roberto Gualtieri alla Maker Faire Rome. La piattaforma consente di accedere a trenta servizi comunali direttamente da una chat sullo smartphone, tramite messaggi scritti o comandi vocali in oltre ottanta lingue. Tra le funzioni disponibili ci sono sedici servizi anagrafici, sette dedicati alla scuola e sette all’assistenza, inclusi certificati in carta semplice, menù delle mense scolastiche e segnalazioni ad Ama. Per un cittadino il vantaggio concreto è immediato: ottenere un certificato richiede circa trenta secondi contro i quattro minuti e gli otto passaggi precedenti, mentre una segnalazione si invia in circa cinquanta secondi con un numero per seguirne lo stato. Il sistema usa esclusivamente fonti ufficiali del Comune, non cede dati a terzi e cancella subito le informazioni personali degli utenti. L’amministrazione precisa che l’obiettivo non è ridurre il personale ma impiegarlo meglio nel rapporto diretto con i cittadini.

"Da quando c'è l'Intelligenza Artificiale mi pare non abbia più alcun senso fare fotografia naturalistica". Gli interrogativi di una fotografa di fronte all'IA

La fotografa naturalista Angelina Iannarelli, attiva soprattutto nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, racconta di vivere la prima crisi profonda dopo anni di attività. Il motivo non sono le immagini generate interamente dall'intelligenza artificiale, facilmente riconoscibili, ma gli interventi di IA su produzione e post-produzione che diventano quasi impossibili da distinguere. Questi strumenti permettono di modificare automaticamente soggetto, sfondo, cielo, luce e colori, restituendo scatti spettacolari e atmosfere sognanti che però non corrispondono alla realtà. Per Iannarelli una foto senza manipolazione non può competere con queste immagini artistiche digitali, e questo solleva un dubbio concreto: ha ancora senso sacrificarsi per la fotografia naturalistica autentica? La fotografa si chiede se resti spazio per chi documenta la natura senza interventi artificiali e ipotizza di dedicarsi a soggetti meno fotografati. Intanto il mondo della scuola affronta un problema simile: la Tecnica della Scuola lancia un magazine per insegnare ai docenti a verificare le risposte dell'IA prima di portarle in classe, perché una risposta fluida e convincente non è necessariamente corretta.

Possiamo evitare l'intelligenza artificiale? Tutt'altro. Emanuela Girardi: «Se non la conoscete, alla lunga vi sostituisce»

L’intelligenza artificiale sta già cambiando la vita quotidiana e il lavoro, e chi non impara a usarla rischia di diventare un emarginato digitale. Lo afferma Emanuela Girardi, fondatrice e presidente di Pop AI, associazione no-profit impegnata nell’alfabetizzazione su queste tecnologie. L’esperta sarà a Perugia dal 21 al 24 ottobre per Orizzonti Digitali, il forum diretto da Giorgio Metta dell’Istituto Italiano di Tecnologia, dedicato quest’anno alla co-intelligenza tra persone e sistemi artificiali. Girardi ricorda che l’AI generativa, esplosa con ChatGPT nel novembre 2022, ragiona per probabilità e può sbagliare con sicurezza: per questo servono pensiero critico e verifica delle fonti. L’AI Act europeo già obbliga le aziende a formare i dipendenti che usano questi strumenti, ma molte non lo sanno ancora. Per i cittadini il rischio concreto è restare fuori da servizi e professioni sempre più automatizzate, mentre l’Europa punta su robot sicuri e affidabili per conquistare la fiducia di famiglie e imprese.

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