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La Manovra introduce una exit tax sui guadagni finanziari di chi lascia l'Italia
La Manovra introduce un'imposta in uscita sui guadagni finanziari di chi lascia l'Italia.
Key points
- Colpisce persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali con almeno 800.000 euro di patrimonio finanziario.
- Serve la residenza fiscale in Italia per almeno 6 degli ultimi 10 anni; l'aliquota ordinaria è del 26%.
- Nei trasferimenti in UE la tassa è dovuta se i titoli sono venduti entro 5 anni; nei Paesi extra-UE collaborativi la finestra è di 10 anni.
Why it matters. La relazione tecnica prevede che, dopo i possibili rimborsi dal 2032, la misura lasci un beneficio netto stabile per le casse pubbliche.
La legge di bilancio inserisce l'articolo 307-bis nel TUIR e colpisce chi trasferisce la residenza fuori dall'Italia con almeno 800.000 euro di attività finanziarie, esclusi i depositi bancari. Il prelievo è del 26% e si applica anche alle plusvalenze non ancora realizzate, mentre per i Titoli di Stato la base imponibile scende al 48,08%. Lo Stato stima un gettito lordo a regime di 6,74 milioni di euro all'anno, con 3,37 milioni già nel 2027.
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La Manovra introduce una exit tax sui guadagni finanziari di chi lascia l'Italia
Nella nuova Manovra compare una vera e propria «exit tax», cioè un'imposta in uscita pensata per tassare i guadagni finanziari maturati in Italia da chi decide di trasferirsi oltreconfine. La norma introduce l'articolo 307-bis nel Testo unico delle imposte sui redditi. Il provvedimento è contenuto nel disegno di legge di Bilancio, che dovrà passare all'esame del Parlamento prima di entrare in vigore. Le informazioni disponibili non consentono di quantificare il gettito atteso né le soglie di applicazione.