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Unirima, settore riciclo plastica affronta crisi senza precedenti
Unirima lancia l'allarme: il recupero delle plastiche attraversa una crisi strutturale senza precedenti
Key points
- Costi di gestione in aumento e quotazioni dei materiali recuperati in forte calo.
- Concorrenza dei polimeri vergini a basso costo e minore domanda di materiali riciclati.
- Le nuove restrizioni Ue bloccano l'export di plastica verso i Paesi extra Ue senza alternative industriali.
Why it matters. Secondo l'Associazione, il riciclo della plastica diventa sempre meno competitivo, e il settore chiede di sostenere la domanda di materiali riciclati.
Unirima, l'Unione nazionale imprese raccolta, recupero, riciclo e commercio dei maceri, lancia l'allarme su una crisi strutturale del recupero delle plastiche da attività economiche. Costi di gestione in aumento, quotazioni dei materiali recuperati in forte calo e sbocchi commerciali sempre più limitati stanno erodendo l'equilibrio economico del settore. Pesano anche i polimeri vergini a basso costo, la minore domanda di materiali riciclati e le nuove restrizioni Ue sull'export di plastica verso i Paesi extra Ue.
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Unirima, settore riciclo plastica affronta crisi senza precedenti
Contrazione della domanda e concorrenza di polimeri vergini Il settore del recupero delle plastiche provenienti da attività economiche attraversa una crisi strutturale senza precedenti recenti, costi di gestione in aumento, quotazioni dei materiali recuperati in forte calo e sbocchi commerciali sempre più limitati. A lanciare l'allarme è Unirima, l'Unione nazionale imprese raccolta, recupero, riciclo e commercio dei maceri e altri materiali. Il problema non è più soltanto quanto valga il materiale recuperato, ma se esista ancora un mercato disposto ad acquistarlo. La concorrenza dei polimeri vergini a basso costo e la contrazione della domanda di materiali riciclati stanno compromettendo l'equilibrio economico delle attività di recupero, rendendo il riciclo della plastica sempre meno competitivo. A tutto ciò si aggiunge la progressiva scomparsa degli sbocchi commerciali e le nuove restrizioni europee sulle esportazioni introdotte dalla Ue, che blocca le esportazioni di plastica verso i Paesi extra Ue senza che siano disponibili alternative industriali in grado di assorbire i flussi prima destinati all'estero. L'appello dell'Associazione è a intervenire sulle condizioni economiche e industriali del settore della plastica: sostenere la domanda di materiali riciclati, favorirne l'impiego e accompagnare le nuove restrizioni con alternative effettivamente disponibili. Riproduzione r.