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Vetro, produzione in calo fino al 15% per i costi raddoppiati
Walter Da Riz, direttore generale di Assovetro, annuncia che la produzione di vetro in Italia diminuirà fino al 15% nel 2026 a causa di
Key points
- Walter Da Riz, direttore generale di Assovetro, prevede una riduzione del 15% della produzione di vetro nel 2026.
- I costi energetici per la produzione di vetro sono raddoppiati a causa dell'aumento dei prezzi e dell'Ets.
- L'import di vetro dall'Egitto verso l'Europa è quintuplicato mentre la Cina espande la sua capacità produttiva.
Why it matters. La crisi del settore vetro minaccia 28.800 posti di lavoro e la posizione dell'Italia come principale manifattura del continente, con rischi di chiusura di impianti e perdita di quote di mercato all'estero.
Walter Da Riz, direttore generale di Assovetro, descrive una crisi del settore vetro in Italia dove la domanda è debole e i costi energetici sono raddoppiati. La filiera, che rappresenta il 17% della produzione UE con 28.800 addetti e 60 stabilimenti, rischia di chiudere il 2026 con riduzioni fino al 15% della produzione. Walter Da Riz attribuisce questa situazione alla concorrenza cinese e alla mancanza di contratti energetici a lungo termine, mentre 15 impianti sono già stati chiusi in Europa negli ultimi anni.
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Vetro, produzione in calo fino al 15% per i costi raddoppiati
«Stiamo vivendo una crisi peggiore di quella del 2022: la domanda, a differenza di allora, è debole. I costi energetici sono aumentati: all’epoca venivamo da anni di prezzi bassi, e... «Stiamo vivendo una crisi peggiore di quella del 2022: la domanda, a differenza di allora, è debole. I costi energetici sono aumentati: all’epoca venivamo da anni di prezzi bassi, e i contratti a lungo termine stipulati prima della guerra in Ucraina potevano mitigare lo shock, oggi invece no. Siamo infine sotto grande pressione a causa della concorrenza internazionale sempre più forte dalla Cina: alla prese pure con una domanda debole, ci scarica la sua sovraproduzione». Così Walter Da Riz, direttore generale di Assovetro, sintetizza le criticità della filiera nazionale del vetro. Un settore da 9 miliardi di euro di fatturato, con il 16% di export diretto, 28.800 addetti, 60 stabilimenti di 32 aziende di produzione di grandi dimensioni, più di 300 aziende di trasformazione, 6 milioni di tonnellate di vetro fuso prodotte all’anno: il 17% della produzione Ue che fa dell’Italia la prima manifattura del continente, come certificano i dati dell’associazione. «I margini si riducono sempre di più e chiuderemo il 2026 con riduzioni della produzione fino al 15% e costi della stessa raddoppiati per i rincari energetici e l’Ets. Siamo già al limite: oltre non possiamo andare, a differenza magari di altri ma.