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Messina: 'Le banche non siano le uniche a pagare la manovra'
Messina (Intesa Sanpaolo) chiede al governo che la manovra non sia pagata solo dalle banche.
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L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, chiede al governo che la manovra non sia pagata solo dalle banche, ricordando l'accordo triennale raggiunto l'anno scorso. Messina chiede di coinvolgere tutte le aziende con utili superiori a 500 milioni. Il vicepremier Antonio Tajani afferma che il contributo potrebbe arrivare anche da Cassa depositi e prestiti e assicura che non ci sarà alcuna tassa sugli extraprofitti.
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Messina: 'Le banche non siano le uniche a pagare la manovra'
Tajani: 'Il contributo arrivi anche da Cdp. Si lavora a flat tax Non paghino la manovra solo le banche. L'appello arriva dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina. Davanti alla prospettiva di un nuovo prelievo da 5 miliardi solo l'anno prossimo e altri 5 e mezzo nei due anni successivi, il banchiere chiede al governo il rispetto dei patti: "l'anno scorso abbiamo raggiunto un accordo per un contributo triennale. Io ci ho creduto". La disponibilità ad aiutare il governo, per Messina, c'è come "sempre", ma con la richiesta di coinvolgere tutte le aziende che hanno utili superiori a 500 milioni. E di comprendere che "l'interesse del governo è l'interesse delle banche": se gli istituti realizzeranno quest'anno 50 miliardi di euro, secondo le previsioni, ne verseranno 25 come imposte. Anche Cassa depositi e prestiti potrebbe essere chiamata a fare la sua parte, secondo quanto afferma il vicepremier Antonio Tajani che però non aggiunge alcun dettaglio sull'eventuale ruolo della controllata del Mef. Va comunque considerato che Cdp versa ogni anno al ministero dell'Economia un lauto dividendo: l'ultimo è ammontato a 1,8 miliardi. Tajani prova comunque ancora una volta rassicurare: non ci sarà nessuna tassa sugli extraprofitti, né una "visione punitiva" del sistema bancario e del sistema assicurativo. E si impegna a tutelare banche di prossimità, banche di credito coo.
Manovra, Messina: 'Non c'è solo un settore che deve pagare, dalle banche 25 miliardi di imposte'
L'Ad di Intesa Sanpaolo: 'Io ho creduto ad accordo per un contributo triennale, vorrei che si parlasse anche di ciò che abbiamo dato' "Non c'è un solo settore che deve pagare in un momento di difficoltà, anche a fronte di accordi già presi. Noi l'anno scorso abbiamo raggiunto un accordo per un contributo triennale che sarebbe stato quello richiesto alle banche per i prossimi tre anni. Io ci ho creduto". Lo ha detto l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina durante il Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione. "Noi avevamo proposto di farlo solo annuale, ma ci hanno detto di farlo triennale perché così si sarebbe data stabilità al bilancio pubblico e anche alle banche - ha spiegato -. Per questo oggi è necessario fare squadra". "Oggi si parla moltissimo degli utili delle banche, che erano gli utili che si sapevano l'anno scorso che si sarebbero realizzati. Ma quello che non si dice è che a fronte dei 50 miliardi di utili lo Stato Incasserà 25 miliardi di imposte", ha evidenziato sottolineando che "gli utili, se ci sono, è perché sono state pagate le imposte. Quest'anno 25 miliardi di euro di spesa pubblica sarà finanziata dalla banche, quindi mi piacerebbe che quando si parla di utili si dicesse anche dei 25 miliardi". "L'interesse del governo è l'interesse delle banche, io la vedo così. Poi se devono essere valutati interventi diversi allora tu.
Manovra, Tajani: i 5 miliardi dalle banche riguardano tutta la finanza, inclusa Cdp
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha precisato che i 5 miliardi di euro inseriti nella voce 'risorse' del Documento programmatico di bilancio fanno riferimento all'intero mondo della finanza, 'compresa Cassa depositi e prestiti'. Intervenendo a margine del Forum 'Welfare, Italia', Tajani ha sottolineato che non può essere un solo settore a pagare in un momento di difficoltà economica. Le dichiarazioni arrivano mentre prosegue il confronto tra governo e istituti di credito sulle coperture della prossima legge di bilancio. L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha ricordato che esisteva un accordo triennale con il settore bancario. Il dibattito si concentra sulla ripartizione del contributo tra banche, assicurazioni e altri operatori finanziari.
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